Nel linguaggio comune degli allevatori italiani questa razza viene spesso chiamata Gibboso.
La denominazione corretta e ufficiale, secondo la nomenclatura internazionale, è però Giboso Español.
La differenza non riguarda lo standard, ma esclusivamente la terminologia: nelle schede di giudizio e nei documenti nazionali italiani viene utilizzato il nome Gibboso per tradizione e adattamento linguistico, mentre a livello internazionale la razza è riconosciuta come Giboso Español.
Standard, criteri di giudizio e filosofia di selezione sono identici.
Il Giboso Spagnolo è una razza che non lascia indifferenti.
Non cerca la bellezza classica, la rotondità o l’effetto scenografico delle grandi arricciature. Il suo fascino risiede nella postura estrema, in quella linea innaturale, tesa e verticale che trasforma il corpo del canarino in un vero esercizio di equilibrio.
È una razza che parla soprattutto agli allevatori esperti, a chi ama la selezione rigorosa e il rispetto assoluto dello standard.
ORIGINI E RICONOSCIMENTO DELLA RAZZA.
Il Giboso Español nasce in Spagna negli anni Sessanta, come evoluzione estrema delle razze arricciate di posizione di derivazione Bossu.
In questa fase iniziale la razza viene fissata morfologicamente, compare nelle prime esposizioni e inizia a diffondersi anche fuori dai confini nazionali, pur senza uno standard definitivo.
Per questo motivo alcune fonti storiche collocano il “riconoscimento” della razza in quegli anni.
Il riconoscimento ufficiale, con ratifica dello standard definitivo e pieno inserimento tra le razze da giudizio internazionale, avviene però nel 1984 da parte della Confédération Ornithologique Mondiale.
Da quel momento il Giboso Español entra stabilmente nel panorama espositivo mondiale con un’identità chiara, codificata e non interpretabile.
Perché in Italia si usa il nome “Gibboso”?
La Federazione Ornicoltori Italiani ha storicamente adottato, per diverse razze, una traduzione o italianizzazione del nome originale.
Nel caso specifico:
Nome ufficiale COM: Giboso Español
Uso comune e documenti FOI: Gibboso
Non si tratta di un errore né di una difformità:
cambia solo la lingua, non lo standard.
La formula più corretta e completa resta quindi:
"Comunemente chiamato Gibboso in Italia, correttamente denominato Giboso Español secondo la COM".
L'IDENTITA' DEL GIBOSO, LA POSTURA PRIMA DI TUTTO.
La vera chiave di lettura della razza è racchiusa in un concetto semplice e radicale:
IL PORTAMENTO A FORMA DI UNO (1).
Tutto il resto, piumaggio, arricciature, taglia, è subordinato a questo obiettivo.
Nel Giboso non esistono compromessi: o la postura è corretta, oppure il soggetto non esprime la razza.
L'IMPRESSIONE D'INSIEME.
Un Giboso corretto si riconosce a colpo d’occhio.
Il corpo è perfettamente verticale, sostenuto da arti inferiori lunghi, completamente estesi e privi di qualsiasi angolatura al calcagno.
Il collo scende con decisione verso il basso, portando la testa all’altezza dei fianchi e creando quella linea continua e tesa che caratterizza la razza.
La postura deve essere stabile e mantenuta nel tempo, non accennata né intermittente.
COME LO STANDARD VIENE LETTO DAL GIUDICE.
Nel Giboso il giudizio è fortemente gerarchizzato.
Non tutte le caratteristiche hanno lo stesso peso, perché non tutte hanno la stessa funzione.
Il portamento è l’elemento dominante: definisce la razza e guida l’intero giudizio.
Segue il complesso testa–collo, valutato non per bellezza isolata ma per l’angolo che crea rispetto alla verticale.
Gli arti inferiori sono determinanti per stabilità ed estensione: gambe lunghe, dritte e completamente tese sono indispensabili per sostenere la postura.
Solo dopo vengono valutati fianchi, ali e spalline, che devono essere ordinate e aderenti, senza spezzare la linea del corpo.
Il piumaggio deve essere serico e controllato, con addome liscio: nel Giboso l’eccesso di arricciature è un difetto, non un pregio.
La taglia deve essere proporzionata e funzionale, mentre la coda deve inserirsi correttamente nella linea verticale senza interferire.
Un soggetto con ottime arricciature ma portamento scorretto non può competere per le prime posizioni, perché tradisce l’essenza stessa della razza.
UN RINGRAZIAMENTO DOVEROSO.
Le fotografie che accompagnano questo articolo sono state concesse da Ernesto Torrisi, amico fraterno con il quale ho condiviso momenti indimenticabili di allevamento, mostre e confronto tecnico.
Ernesto è un profondo conoscitore del Giboso Español, razza che alleva da anni con passione e successo, lavorando con rigore sul rispetto dello standard e sulla qualità dei soggetti.
Il suo contributo è fondamentale perché permette di associare la divulgazione tecnica a soggetti reali e realmente allevati.
Solo così i post non restano teoria, ma diventano cultura allevatoriale concreta.
CONCLUSIONE.
Il Giboso Spagnolo, o Gibboso secondo l’uso italiano, è una razza estrema, tecnica e selettiva, che non ammette scorciatoie né interpretazioni personali.
È una delle razze che più di ogni altra insegnano una regola fondamentale dell’allevamento di forma e posizione:
lo standard non si interpreta, si rispetta.
NOTA FINALE (INSERITA IN TUTTI GLI ARTICOLI)
Gli standard di razza e i relativi punteggi di giudizio possono variare nel tempo in base agli aggiornamenti dei regolamenti ufficiali e alle decisioni degli organi tecnici competenti.
Eventuali revisioni successive possono aver introdotto modifiche nei criteri di valutazione, nei punteggi o nell’interpretazione di alcuni caratteri morfologici.
Lo scopo di questo progetto divulgativo, e dei miei post, non è insegnare a fare gara, né sostituirsi ai regolamenti ufficiali, ma:
offrire un’idea chiara, corretta e ufficialmente fondata della razza
diffondere cultura ornitologica consapevole
valorizzare la storia, la tipicità e il lavoro degli allevatori
La storia di una razza non si cambia: è patrimonio consolidato.
Gli standard e i punteggi, invece, possono evolvere nel tempo, adattandosi alle esigenze del giudizio moderno.
Questo articolo vuole quindi essere un punto di riferimento culturale, non un regolamento:
una base solida, ufficiale e rispettosa, su cui costruire conoscenza, passione e, per chi lo desidera, anche ambizione agonistica.
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Dodò.